Soia: da evitare

Molte aziende mangimistiche, anche di gran fama, utilizzano la soia tra gli ingredienti principali dei loro preparati per cani e la usano perché è un vegetale con buon apporto proteico che innalza il valore percentuale di proteine sull’etichetta del sacco di croccantini, e purtroppo questo su specchio per le allodole posano lo sguardo in molti.

soybeans

Sulle etichette dei mangimi viene esposta la percentuale totale di proteine, ma queste non vengono classificate, non viene indicato se queste proteine siano nobili o meno, quanto siano biodisponibili per i nostri amici a quattro zampe e neanche la natura di queste proteine.

I cani appartengono all’ordine dei carnivori, la loro alimentazione dovrebbe essere composta per almeno il 70% di cibo di natura animale (carni, organi, ossa) ed il resto di natura vegetale (frutta e verdura). Ne consegue che un apporto proteico sano ed adatto alla loro biologia deriva dalle carni e non dai vegetali, soprattutto perché, al contrario degli erbivori, il suo apparato digerente non è in grado di metabolizzare le proteine di origine vegetale, rendendole di fatto inutili nella loro dieta. I vegetali, nella dieta canina, servono per l’apporto di fibre, alcune vitamine e minerali, non per le proteine.

Altro motivo per il quale viene utilizzata la soia è che rappresenta un ottimo riempitivo a basso costo, ossia rende sazio il cane pur avendo un costo nettamente inferiore ai prodotti di origine animale, esattamente come avviene per i cereali che, come la soia, non sono parte delle alimentazioni dei canidi.

Queste considerazioni sarebbero già sufficienti per scegliere dei croccantini privi di soia, ma purtroppo non è tutto; la soia non è solo inutile, è anche dannosa per i nostri cani.

Come pubblicato dalla compagnìa accademica Elsevier nel giugno 2014, uno studio effettuato in Norvegia ha dimostrato altissimi livelli di pesticidi nella soia prodotta negli Stati Uniti, patria delle maggiori case mangimistiche mondiali.

La soia contiene grandi quantitativi di tossine e antinutrienti (goitrogeni) che possono provocare problemi a livello gastrico, riduce l’assorbimento di proteine e porta ad una cronica deficienza nell’apporto di aminoacidi essenziali. I suoi germogli inoltre contengono emoagglutinina, una sostanza che coagula il sangue facendo tendere all’ammasso i globuli rossi.

La soia, oltre a contenere inibitori della tripsina che vanno ad ostacolare la digestione delle proteine e sono dannose per i cani in accrescimento, interferisce anche con la produzione degli ormoni T3 e T4 da parte della tiroide, impedendo le normali funzioni di questa ghiandola e portando i cani all’ipotiroidismo.

Uno studio del 2004 reperibile su PubMed dimostra altissime concentrazioni di fitoestrogeni in 24 mangimi per cani contenenti soia e quest’eccesso porta a problemi metabolici e ormonali nel cane.

Nella produzione dei croccantini le materie prime vengono lavorate ad altissime temperature, alle quali la soia produce composti tossici quali la lisinoalanina o cancerogeni come le nitrosammine.

I problemi più spesso riscontrati da cani che assumono grandi quantità di soia attraverso i croccantini possono essere leggeri come stress gastrico, dolorabilità addominale e produzione di gas, ma anche molto pericolosi come epilessia e convulsioni a causa dei danni cerebrali generati dalle grandi quantità di manganese e alluminio contenute nei germogli di soia.

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