Cruelty free, tra realtà e marketing

Nella scelta dei croccantini con cui nutrire il proprio cane, molti utenti limitano il vaglio alla sola gamma di alimenti cruelty free, ossia che riportano sul sacco uno dei seguenti loghi.

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Ma cosa vuol dire esattamente cruelty free? Ed ha senso questa indicazione? Perché si sceglie un alimento cruelty free?

Sebbene l’intenzione dell’acquirente sia tra le più nobili del pianeta, ossia evitare la crudeltà verso altri animali, il logo e la dicitura di cui sopra, se non sono una presa in giro, sono quantomeno un mero espediente di marketing.

Partiamo dal presupposto che la quasi totalità di croccantini sul mercato è composta di carne e altri derivati animali, e questi animali di certo non trascorrono una vita agiata negli allevamenti intensivi dove sono rinchiusi e, per quanta inutile sofferenza si possa evitare con quel fatale colpo in testa, di certo non sono contenti di sacrificarsi per nutrire altri animali, che siano umani o di altro ordine. Quindi è lecito pensare che nessun croccantino è veramente scevro da qualsiasi crudeltà animale. I nostri cani sono comunque tendenzialmente carnivori ed il sacrificio di altri animali per la loro alimentazione è accettato, spesso e purtroppo ad occhi chiusi, dalla gran parte dell’utenza di mangimi industriali.

Quei pochi croccantini che non sono a base di prodotti animali, sono a base di soia (molto dannosa per i cani, leggasi questo approfondimento) e le deforestazioni e le tipologie di agricoltura adottate per la soia non sono certo un toccasana per gli animali che abitavano quegli ambienti prima della coltivazione.

Data questa premessa etico-filosofica, il vero significato che i produttori danno alla dicitura cruelty free è ben più specifica. Si intende, infatti, che per la messa in commercio di quel determinato alimento, non sono stati condotti esperimenti crudeli su altri cani.

Lo staff di Ti Presento i Croccantini ha visto in prima persona, ma ve ne risparmia la visione, reportage video in cui venivano ritratte decine e decine di Beagle a cui era stato asportato chirurgicamente un rene, vegetare sofferenti su sottili materassini, alimentati con un famoso croccantino dietetico appositamente studiato per cani con problemi renali. Sul web è abbastanza semplice trovare video di questo tipo di esperimenti per croccantini per cani obesi, cani cardiopatici, cani diabetici e via discorrendo. Ecco, con la dicitura cruelty free si intende semplicemente che per la produzione e la messa in commercio di un tale mangime non sono stati eseguiti test di questo tipo.

Può non sembrare poco, ma invitiamo ad una riflessione meno superficiale. La casa produttrice di un mangime cruelty free per cani, ad esempio, con problemi renali, avrà comunque beneficiato del risultato dei test compiuti da case produttrici più crudeli per la formulazione della propria ricetta. Il discorso è ampliabile a qualsiasi altro tipo di croccantino: ogni ingrediente, ogni additivo, ogni formulazione di un mangime cruelty free, è stato certamente testato in precedenza da altre case produttrici dette crudeli. Se, pertanto, è vero che il tale mangime cruelty free non ha comportato direttamente l’esecuzione di esperimenti crudeli verso altri cani, è altrettanto vero che ne ha comunque beneficiato.

Se sia giusto o meno compiere esperimenti così dolorosi su qualche decina di cani in favore della salute di molte migliaia o di milioni, è argomento con cui ognuno deve riflettere secondo propria coscienza, e lo staff di Ti Presento i Croccantini non si esprimerà in merito.

Alla luce di quanto esposto finora, un croccantino che non abbia comportato la sofferenza di altri animali, sostanzialmente, non esiste. L’unica scelta, a nostro avviso, che un utente attento e sensibile alla sofferenza degli animali può fare agevolmente, è informarsi sulla provenienza delle carni impiegate nella formulazione dell’alimento. Al di là delle varie certificazioni, obbligatorie e non, delle aziende produttrici ci si può informare sulla categoria di provenienza delle carni. Difatti, se non si vuole contribuire all’aumento di bestiame allevato intensivamente e poi soppresso, è opportuno scegliere croccantini le cui carni altro non sono che tagli non scelti destinati ad uso umano, ossia tutte quelle parti degli animali che non risultano vendibili nei comuni supermercati e che invece possono essere molto utili e nutrienti per i nostri cani.

2 pensieri su “Cruelty free, tra realtà e marketing”

  1. Una cosa è la soppressione di un animale per necessità alimentare! una altra cosa è la sperimentazione sugli animali che potrebbe essere evitata e che produce enormi e prolungate sofferenze! Spero ne converrete anche voi!

  2. Mi pare un discorso fuori da ogni logica, e molto limitativo. Quei video di cui parlate tutti li conoscono,tutti ne hanno parlato,ma tutti hanno taciuto fino a quel reportage televisivo. Le grandi case farmaceutiche controllano anche questo mondo e tacere era la migliore cosa, poi uscito quel programma tutti ad ammazzarsi a cercare c.f. e cose simili. Ora anche su questo si farà business. I croccantini sono la comodità per una società troppo veloce,che non ha tempo da impiegare nel cucinare e bilanciare al meglio la dieta dei nostri amati animali! Leggo la vostra classifica di croccantini e mi viene il dubbio che sia basata su argomentazioni davvero poco serie. Un cane e un gatto di casa non sono un lupo o un leopardo, nonostante la stessa famiglia, hanno vite ormai ben diverse da quelle fatte in natura. Prendiamo un Orijen, prodotti di prima scelta pochi cereali , OK. Ceneri grezze altissime,un cane di casa o un gatto di casa con quelle proteine si ritrovano i reni e il fegato appesantiti, non parlo tanto ma parlo perché anche nella dieta umana un bodybuilder che si allena 6 volte a settimana e che ha bisogno di aumento muscolare assumerà un quantitativo proteico altissimo, se lo facesse un uomo che lavora 12 ore seduto alla scrivania e con zero attività fisica dopo 6 mesi lo ritrovi ricoverato all ospedale.
    La vostra classifica ha marche davvero assurde come bilanciamenti tra cibi ottimi o molto buoni e cibi molto più equilibrati tra pessimi. Rivaluterei molte ma molte cose .

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