Archivi categoria: Approfondimenti

Report per aprire gli occhi

Come avevamo anticipato, la puntata di Report andata in onda ieri sera su RaiTre ha lanciato diversi allarmi che Ti Presento I Croccantini si impegna a far suonare sin dall’inizio.

Percentuali di carni ridicole, carni di pessima qualità, ingredienti scadenti e non adatti, cotture a temperature e pressioni che generano tossine, tutti i problemi derivanti dall’assunzione smodata di cereali, rapporto ingredienti-prezzo, la correlazione mais-aflatossine-tumori, l’insensatezza dei cibi specifici per razze o dietetici e tanti altri argomenti su cui abbiamo basato le nostre recensioni hanno trovato riscontro durante la puntata grazie alle interviste a professionisti competenti del settore.

Come abbiamo avuto più volte modo di ripetere, tanto pubblicamente quanto in privato, le diete naturali sono la scelta migliore in quanto ad alimentazione canina, ma se proprio si sceglie di continuare ad usare l’alimentazione industriale, che si scelgano prodotti di buona qualità.

Riproponiamo la puntata di ieri dal sito Rai, per quanti non avessero avuto modo di guardarla ieri in TV.

Carboidrati: meglio non abbondare

COSA SONO I CARBOIDRATI?
I carboidrati (o glucidi) sono nutrienti prodotti dai vegetali, si dividono in solubili (zuccheri), insolubili (amidi) e fibre, e tra semplici (mono e oligosaccaridi) e complessi (polisaccaridi).

IN CHE FORMA SONO PRESENTI NEI CROCCANTINI?
Troviamo carboidrati in tutti i croccantini in commercio, soprattutto sotto forma di amidi ma anche sotto forma di zuccheri semplici, spesso utilizzati come conservanti e appetizzanti, e sotto forma di fibre, che sono indigeribili per i cani, ma in piccole quantità aiutano i processi digestivi, favorendo le fermentazioni operate dai microrganismi e la motilità intestinale.

PERCHE’ VENGONO UTILIZZATI NEI CROCCANTINI?
I carboidrati vengono utilizzati dalle aziende mangimistiche fondamentalmente per due motivi: sono una fonte di energia molto più economica delle proteine delle carni o dei grassi di qualità e aiutano i processi industriali di formazione dei croccantini.
Un grammo di carboidrati fornisce circa la metà delle calorie di un grammo di grassi, costando molto meno della metà, e fornisce circa le stesse calorie di un grammo di proteine, costando anche dieci volte meno. Ne consegue che, nell’ottica formulare una composizione che fornisca un adeguato livello di energia assimilabile, è molto più economico utilizzare i carboidrati piuttosto che altro. Ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che una dieta bilanciata per un cane non possa contenere troppi grassi e che, utilizzando i carboidrati come fonte di energia, si lascia che le proteine svolgano le loro attività principali (funzioni plastiche, metaboliche, ormonali, immunitarie, logistiche, etc) senza doverle utilizzare per scopi energetici (gluconeogenesi).
I carboidrati sono anche utili industrialmente perché senza di loro sarebbe difficile e dispendioso, se non impossibile, produrre croccantini che rimangano compatti senza sfaldarsi o sbriciolarsi.
Infine, ulteriori motivi per cui i carboidrati sono utilizzati dalle industrie mangimistiche sono rappresentati dal fatto che sono ampiamente disponibili, facilmente reperibili e garantiscono una lunga conservazione.

SONO NECESSARI AL CANE?
I carboidrati non sono necessari nella dieta di un cane in quanto il nostro amico a quattro zampe è in grado di metabolizzare gli aminoacidi e il glicerolo presenti nelle proteine e nei grassi. Il cane non ha bisogno di amidi e zuccheri per rimanere in vita e godere di ottima salute ed è alto il rischio che un sovradosaggio porti a conseguenze spiacevoli dal punto di vista sanitario, come approfondiremo più avanti. E’ utile ricordarci che il cane è più carnivoro che carbivoro! Tutto ciò non vuol dire però che non possa digerirli: in dosi moderate e magari a seguito di cottura, i carboidrati vengono agilmente digeriti dai cani nell’intestino tenue.

QUALI FONTI DI CARBOIDRATI PREFERIRE?
Posto quindi che un cane può tranquillamente fare a meno di carboidrati, ma posto anche che non esistono croccantini senza carboidrati, ci si trova semplicemente a dover scegliere tra prodotti con o senza cereali come fonte primaria di questo macronutriente. Ti Presento i Croccantini preferisce consigliare prodotti senza cereali. Questi possono giocare infatti un ruolo importante a sfavore del delicato equilibrio calcio/fosforo, le loro proteine sono carenti di lisina e sono difficilmente digeribili per un cane, non aiutano con i dilaganti problemi dermatologici essendo poveri di lisina e di acidi grassi e, infine, possono portare ad allergie quando utilizzati troppo presto nello svezzamento. I tre cereali più comunemente utilizzati dall’industria mangimistica sono riso, frumento e mais e, se proprio necessari, ci sentiamo di consigliarli in quest’ordine. Tra i mangimi senza cereali, riteniamo che la miglior fonte di carboidrati sia la patata.

Attenzione: molti prodotti venduti come “grain free”, ossia senza cereali, contengono in realtà grano saraceno o altri cosiddetti pseudocereali che, pur non appartenendo alla famiglia delle Graminacee, portano a risultati sovrapponibili.

QUALI SONO I RISCHI DI UN SOVRADOSAGGIO?
Croccantini con un’alta concentrazione di carboidrati nella composizione possono, alla lunga, causare o favorire:
Artrite: l’assuzione di troppi carboidrati può incidere in modo diretto (biochimicamente) o indiretto (meccanicamente) sull’insorgenza e lo sviluppo di questa patologia.
Cancro: il glucosio funge da fonte di energia per la crescita delle cellule neoplastiche e favorisce la selezione di cloni cellulari maligni.
Diabete mellito: insorge a seguito di una produzione inadeguata di insulina da parte delle cellule insulari del pancreas. L’insulina consente al glucosio di transitare nelle cellule ed una sua carenza porta a iperglicemia e glicosuria.
Malattie cardiovascolari: l’assunzione di cibi ad elevato indice glicemico porta ad un aumento dei trigliceridi, coinvolti in tutti i problemi cardiovascolari degenerativi.
Obesità: Questo stato è molto comune nei cani moderni ed i carboidrati svolgono un ruolo primario per il suo sviluppo. Essendo una fonte di grande energia, bisognerebbe porre molta attenzione sull’apporto di carboidrati nella dieta di un cane: tutta l’energia incamerata e non consumata farà prendere peso al cane.
Problemi dentali: I batteri del tartaro prosperano sui carboidrati, possono attaccare le parti molli (gengive) tanto quanto le parti dure (radici e smalto dei denti) e possono portare ad infezioni alla bocca; queste infezioni possono poi diffondersi in tutto il corpo, portare ad infezioni secondarie e alla produzione di tossine nocive per l’organismo.

QUANTI CARBOIDRATI FORNIRE AL CANE?
Il corpo di un cane non è biologicamente progettato per gestire grandi quantità di carboidrati per lunghi periodi di tempo. Dosi moderate di carboidrati cotti (ovviamente, trattandosi di croccantini) sono però altamente digeribili dai nostri amici pelosi. Si può ragionevolmente asserire che una dieta composta fino al 15% da carboidrati non comporti alcun problema in un cane sano e normoattivo e che una soglia massima posta intorno al 25-27% rappresenti un limite che è consigliabile non valicare. In linea di massima, per quanto concerne un buon cibo secco per cani, la percentuale di carboidrati dovrebbe essere inferiore a quella delle proteine, e deve certamente essere inferiore alla somma delle percentuali di proteine e grassi.

QUANTI CARBOIDRATI SONO PRESENTI NEI CROCCANTINI?
Analizzando i prodotti recensiti sul nostro sito, abbiamo notato che il range varia dal 22% di alcuni tra i prodotti migliori, al 69% di alcuni tra i prodotti peggiori, per una media che si attesta intorno al 45-50%.

COME CALCOLARE LA PERCENTUALE DI CARBOIDRATI IN UNA COMPOSIZIONE?
Per ottenere la percentuale di carboidrati di una composizione, mai indicata sulla confezione salvo alcune rare eccezioni, un calcolo (sommario e puramente indicativo) è il seguente: 100% a cui sottrarre le percentuali di umidità, proteine, grassi e ceneri riportate sulla tabella dei componenti analitici presente per legge su ogni confezione.

10857128_826876187387265_1402298623515885195_o

fonte foto: Planet Paws

Per agevolarvi il compito, abbiamo generato questa piccola tabella di calcolo interattiva.

Calcoli più complessi possono portare a risultati più vicini alla realtà, ma solo esami specifici di laboratorio possono garantire l’esattezza dei dati.

TROPPO PROTEICO? I casi in cui un mito è da sfatare

Quante volte nelle varie discussioni vi siete sentiti dire, o avete detto, “quei croccantini sono troppo proteici?”. Un’inifinità di volte. Questa affermazione ha senso? Non sempre, e cerchiamo di capire perché.

protein_2842459b

Le proteine sono di ottima qualità, ed altamente digeribili per il tuo cane, quando contengono tutti gli aminoacidi essenziali, hanno un alto valore biologico e non vengono alterate dalla cottura. Tutto questo è praticamente impossibile per i croccantini che, durante il loro processo produttivo, vedono le loro fonti proteiche sottoposte a temperature e pressioni elevatissime, andando così ad intaccare le loro proprietà nutritive. Quando anche, quindi, l’ingrediente usato come fonte proteica fosse di elevatissima qualità, in seguito ai processi produttivi, vedrebbe perdere una parte sostanziale del suo valore biologico.

Le fonti proteiche (crude) migliori per i nostri cani sono le carni degli animali, perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali e sono altamente digeribili dall’apparato digerente canino. Le proteine vegetali sono solitamente difficilmente digeribili dai nostri cani e non hanno le stesse proprietà delle proteine della carne; per arrivare a completare un profilo aminoacido corretto, richiedono l’associazione di vegetali differenti, ma questo porta ad una assunzione eccessiva di fibre e/o cereali, categorie di cibo che solitamente non sono facilmente digeribili dai cani. Inoltre, alcuni ingredienti usati per queste associazioni (ad esempio soia e mais) possono risultare dannosi per l’organismo del nostro amato quattro
zampe, come abbiamo approfondito in precedenti articoli.

Anche le proteine dei derivati o dei sottoprodotti animali non hanno alti valori biologici e questi scadranno ancor di più in seguito ai processi produttivi. Per questa ragione è comunque preferibile optare per croccantini il cui primo ingrediente usato come fonte proteica sia “carne disidratata di xxx” o “farina di carne di xxx” o “carne essiccata di xxx” o anche “carne fresca di xxx”, in quest’ultimo caso tenendo a mente che le temperature di cui sopra andranno a prosciugare l’umidità presente nella carne fresca, riducendo notevolmente la sua presenza nella reale composizione.

Purtroppo i produttori di croccantini non sono in alcun modo obbligati a specificare l’origine delle proteine indicate nelle tabelle dei tenori analitici sulle confezioni e per questo motivo non sapremo mai l’esatta ripartizione tra proteine animali e proteine vegetali, anche fossero animali non sapremo mai (se non dalla lista di ingredienti) di che qualità siano e non avremo indicazioni sul loro valore biologico prima e, soprattutto, dopo i processi produttivi.

Per i motivi espressi finora, sembrerebbe sensato quindi reputare un cibo “troppo proteico” quando vediamo la percentuale riportata sulla tabella analitica schizzare oltre il 25-30%. Ma questo ragionamento non è sempre valido, come vedremo nell’esempio riportato più avanti.

Un eccesso di proteine può affaticare il lavoro dei reni, portare alla lunga a gravi disfunzioni renali, e questo processo è reso ancor più veloce e spietato se le proteine non sono di qualità. Ci sono, però, altri fattori da considerare, oltre alla percentuale proteica e agli ingredienti utilizzati.

Il primo tra gli altri è la dose giornaliera consigliata. Un croccantino con percentuale proteica al 25% può risultare più sicuro a prima vista di un croccantino con il 35% di proteine, ma se la dose giornaliera consigliata del primo è più alta del secondo, la quantità di proteine assunte potrebbe essere più alta nel primo caso.

% Proteine Dose Giornaliera Consigliata Proteine Assunte Giornalmente
Croccantino A 25% 150g 37,5g
Croccantino B 35% 100g 35g

Come si evince dalla tabella, potremmo avere una minore assunzione quotidiana di proteine anche in presenza di una percentuale proteica più alta, se la dose giornaliera consigliata è differente.

Oltre alla qualità delle proteine, alla loro origine e alla grammatura assunta quotidianamente, bisogna inoltre considerare un altro fattore, ossia il resto della composizione del croccantino. Una assuzione eccessiva di proteine, come abbiamo detto, può portare a patologie ma lo stesso infelice traguardo lo si può raggiungere con una assunzione eccessiva di macronutrienti differenti. Troppo spesso nei croccantini un basso tenore proteico corrisponde ad un eccesso di carboidrati ed anch’essi alla lunga portano a patologie serie quali obesità, cardiopatie, diabete mellito, pancreatiti etc.

La tabella che segue, che riporta l’esempio di quattro prodotti attualmente in commercio, dimostra quanto appena espresso a parole, ossia che al diminuire della grammatura proteica assunta, aumenta la grammatura di carboidrati.

CANE SANO E ADULTO DI 20kg Dose Giornaliera Consigliata (g) Proteine Proteine Assunte Giornalmente (g) Carboidrati Carboidrati Assunti Giornalmente (g)
Purizon Selvaggina e Coniglio 275 39% 106 27% 73
Acana Ranchlands 280 31% 87 29% 81
Simpsons Premium Anatra e Patate 245 25% 61 40% 98
Belcando Adult Dinner 270 23% 62 50% 135

Le dosi giornaliere consigliate per i croccantini sono calcolate in base alle calorie e all’energia metabolizzabile, quindi in base ad un complesso calcolo che tenga conto di fabbisogni e metabolizzazione di ogni macronutriente. Fintanto che non sarà però indicata l’origine, la ripartizione e la qualità delle proteine utilizzate nella composizione, sarà impossibile avere un giudizio ponderato sul tenore proteico del singolo prodotto. E’ nelle nostre mani invece la possibilità di comprendere gli ingredienti e le tabelle indicati sui prodotti, calcolare le grammature di proteine, grassi e carboidrati che andremo a somministrare ai nostri cani e scegliere un prodotto che meglio si adegui al suo stato di forma, consci dei danni a lungo termine che l’eccessiva presenza di un dato macronutriente può apportare.

Senza il calcolo di quanti grammi di proteine il vostro cane assume quotidianamente con un dato prodotto, e senza considerare cosa il prodotto contenga al posto delle proteine, asserire che un croccantino sia troppo proteico è privo di fondamento.

Cruelty free, tra realtà e marketing

Nella scelta dei croccantini con cui nutrire il proprio cane, molti utenti limitano il vaglio alla sola gamma di alimenti cruelty free, ossia che riportano sul sacco uno dei seguenti loghi.

cfntoa

Ma cosa vuol dire esattamente cruelty free? Ed ha senso questa indicazione? Perché si sceglie un alimento cruelty free?

Sebbene l’intenzione dell’acquirente sia tra le più nobili del pianeta, ossia evitare la crudeltà verso altri animali, il logo e la dicitura di cui sopra, se non sono una presa in giro, sono quantomeno un mero espediente di marketing.

Partiamo dal presupposto che la quasi totalità di croccantini sul mercato è composta di carne e altri derivati animali, e questi animali di certo non trascorrono una vita agiata negli allevamenti intensivi dove sono rinchiusi e, per quanta inutile sofferenza si possa evitare con quel fatale colpo in testa, di certo non sono contenti di sacrificarsi per nutrire altri animali, che siano umani o di altro ordine. Quindi è lecito pensare che nessun croccantino è veramente scevro da qualsiasi crudeltà animale. I nostri cani sono comunque tendenzialmente carnivori ed il sacrificio di altri animali per la loro alimentazione è accettato, spesso e purtroppo ad occhi chiusi, dalla gran parte dell’utenza di mangimi industriali.

Quei pochi croccantini che non sono a base di prodotti animali, sono a base di soia (molto dannosa per i cani, leggasi questo approfondimento) e le deforestazioni e le tipologie di agricoltura adottate per la soia non sono certo un toccasana per gli animali che abitavano quegli ambienti prima della coltivazione.

Data questa premessa etico-filosofica, il vero significato che i produttori danno alla dicitura cruelty free è ben più specifica. Si intende, infatti, che per la messa in commercio di quel determinato alimento, non sono stati condotti esperimenti crudeli su altri cani.

Lo staff di Ti Presento i Croccantini ha visto in prima persona, ma ve ne risparmia la visione, reportage video in cui venivano ritratte decine e decine di Beagle a cui era stato asportato chirurgicamente un rene, vegetare sofferenti su sottili materassini, alimentati con un famoso croccantino dietetico appositamente studiato per cani con problemi renali. Sul web è abbastanza semplice trovare video di questo tipo di esperimenti per croccantini per cani obesi, cani cardiopatici, cani diabetici e via discorrendo. Ecco, con la dicitura cruelty free si intende semplicemente che per la produzione e la messa in commercio di un tale mangime non sono stati eseguiti test di questo tipo.

Può non sembrare poco, ma invitiamo ad una riflessione meno superficiale. La casa produttrice di un mangime cruelty free per cani, ad esempio, con problemi renali, avrà comunque beneficiato del risultato dei test compiuti da case produttrici più crudeli per la formulazione della propria ricetta. Il discorso è ampliabile a qualsiasi altro tipo di croccantino: ogni ingrediente, ogni additivo, ogni formulazione di un mangime cruelty free, è stato certamente testato in precedenza da altre case produttrici dette crudeli. Se, pertanto, è vero che il tale mangime cruelty free non ha comportato direttamente l’esecuzione di esperimenti crudeli verso altri cani, è altrettanto vero che ne ha comunque beneficiato.

Se sia giusto o meno compiere esperimenti così dolorosi su qualche decina di cani in favore della salute di molte migliaia o di milioni, è argomento con cui ognuno deve riflettere secondo propria coscienza, e lo staff di Ti Presento i Croccantini non si esprimerà in merito.

Alla luce di quanto esposto finora, un croccantino che non abbia comportato la sofferenza di altri animali, sostanzialmente, non esiste. L’unica scelta, a nostro avviso, che un utente attento e sensibile alla sofferenza degli animali può fare agevolmente, è informarsi sulla provenienza delle carni impiegate nella formulazione dell’alimento. Al di là delle varie certificazioni, obbligatorie e non, delle aziende produttrici ci si può informare sulla categoria di provenienza delle carni. Difatti, se non si vuole contribuire all’aumento di bestiame allevato intensivamente e poi soppresso, è opportuno scegliere croccantini le cui carni altro non sono che tagli non scelti destinati ad uso umano, ossia tutte quelle parti degli animali che non risultano vendibili nei comuni supermercati e che invece possono essere molto utili e nutrienti per i nostri cani.