Statistiche: 100 recensioni

Avendo raggiunto le 100 recensioni, Ti Presento i Croccantini ha deciso di tirare una nuova linea e analizzare i dati raccolti finora.

Purtroppo la media voto è bassa: 4,29. La media dei croccantini recensiti finora è dunque pesantemente insufficiente, in linea con i dati della precedente statistica.

La suddivisione delle categorie di voto ci indica che solo il 28% dei prodotti recensiti è sopra la sufficienza, in discesa rispetto ai dati precedenti, e conferma la forbice tra i prodotti buoni e quelli non buoni.

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L’alimentazione dei nostri cani è alla base della loro salute e della loro felicità e dovremmo sempre cercare di fornirgli una dieta quanto più possibile vicina alla loro alimentazione naturale, ossia almeno il 70% di carni ed il resto di origine vegetale, niente cereali e niente additivi chimici.

Spiccano finora cibi di qualità dei produttori Orijen, Nutram, Purizon e Cotecnica, mentre affossano la media voto cibi terribili di produttori molto popolari quali Royal Canin, Purina, Hill’s e Belcando, dai quali ci aspettiamo di poter recensire alimenti di una qualità degna della loro fama.

Ringraziamo gli utenti per le loro richieste di recensioni; se volete conoscere cosa pensiamo del cibo che somministrate ai vostri cani, chiedeteci una recensione scrivendo a tipresentoicroccantini@gmail.com o usando il form nella sezione contatti del sito.

Cruelty free, tra realtà e marketing

Nella scelta dei croccantini con cui nutrire il proprio cane, molti utenti limitano il vaglio alla sola gamma di alimenti cruelty free, ossia che riportano sul sacco uno dei seguenti loghi.

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Ma cosa vuol dire esattamente cruelty free? Ed ha senso questa indicazione? Perché si sceglie un alimento cruelty free?

Sebbene l’intenzione dell’acquirente sia tra le più nobili del pianeta, ossia evitare la crudeltà verso altri animali, il logo e la dicitura di cui sopra, se non sono una presa in giro, sono quantomeno un mero espediente di marketing.

Partiamo dal presupposto che la quasi totalità di croccantini sul mercato è composta di carne e altri derivati animali, e questi animali di certo non trascorrono una vita agiata negli allevamenti intensivi dove sono rinchiusi e, per quanta inutile sofferenza si possa evitare con quel fatale colpo in testa, di certo non sono contenti di sacrificarsi per nutrire altri animali, che siano umani o di altro ordine. Quindi è lecito pensare che nessun croccantino è veramente scevro da qualsiasi crudeltà animale. I nostri cani sono comunque tendenzialmente carnivori ed il sacrificio di altri animali per la loro alimentazione è accettato, spesso e purtroppo ad occhi chiusi, dalla gran parte dell’utenza di mangimi industriali.

Quei pochi croccantini che non sono a base di prodotti animali, sono a base di soia (molto dannosa per i cani, leggasi questo approfondimento) e le deforestazioni e le tipologie di agricoltura adottate per la soia non sono certo un toccasana per gli animali che abitavano quegli ambienti prima della coltivazione.

Data questa premessa etico-filosofica, il vero significato che i produttori danno alla dicitura cruelty free è ben più specifica. Si intende, infatti, che per la messa in commercio di quel determinato alimento, non sono stati condotti esperimenti crudeli su altri cani.

Lo staff di Ti Presento i Croccantini ha visto in prima persona, ma ve ne risparmia la visione, reportage video in cui venivano ritratte decine e decine di Beagle a cui era stato asportato chirurgicamente un rene, vegetare sofferenti su sottili materassini, alimentati con un famoso croccantino dietetico appositamente studiato per cani con problemi renali. Sul web è abbastanza semplice trovare video di questo tipo di esperimenti per croccantini per cani obesi, cani cardiopatici, cani diabetici e via discorrendo. Ecco, con la dicitura cruelty free si intende semplicemente che per la produzione e la messa in commercio di un tale mangime non sono stati eseguiti test di questo tipo.

Può non sembrare poco, ma invitiamo ad una riflessione meno superficiale. La casa produttrice di un mangime cruelty free per cani, ad esempio, con problemi renali, avrà comunque beneficiato del risultato dei test compiuti da case produttrici più crudeli per la formulazione della propria ricetta. Il discorso è ampliabile a qualsiasi altro tipo di croccantino: ogni ingrediente, ogni additivo, ogni formulazione di un mangime cruelty free, è stato certamente testato in precedenza da altre case produttrici dette crudeli. Se, pertanto, è vero che il tale mangime cruelty free non ha comportato direttamente l’esecuzione di esperimenti crudeli verso altri cani, è altrettanto vero che ne ha comunque beneficiato.

Se sia giusto o meno compiere esperimenti così dolorosi su qualche decina di cani in favore della salute di molte migliaia o di milioni, è argomento con cui ognuno deve riflettere secondo propria coscienza, e lo staff di Ti Presento i Croccantini non si esprimerà in merito.

Alla luce di quanto esposto finora, un croccantino che non abbia comportato la sofferenza di altri animali, sostanzialmente, non esiste. L’unica scelta, a nostro avviso, che un utente attento e sensibile alla sofferenza degli animali può fare agevolmente, è informarsi sulla provenienza delle carni impiegate nella formulazione dell’alimento. Al di là delle varie certificazioni, obbligatorie e non, delle aziende produttrici ci si può informare sulla categoria di provenienza delle carni. Difatti, se non si vuole contribuire all’aumento di bestiame allevato intensivamente e poi soppresso, è opportuno scegliere croccantini le cui carni altro non sono che tagli non scelti destinati ad uso umano, ossia tutte quelle parti degli animali che non risultano vendibili nei comuni supermercati e che invece possono essere molto utili e nutrienti per i nostri cani.

Pedigree – Dentastix (Voto: n.d./10 – R.Q.P.: n.d.)

Pedigree – Dentastix

VOTO: n.d. – Rapporto Qualità/Prezzo: n.d.

Tipologia: Snack – Linea: n.d. – Età: n.d. – Gusto: Cereali

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INGREDIENTI:

Cereali, sottoprodotti vegetali, minerali (tra cui 2,5% polifosfato di sodio), carne e sottoprodotti animali, estratti di proteine vegetali, oli e grassi.

ADDITIVI:

Solfato di zinco eptaidrato: 1.045 mg/kg, aroma di manzo: 842 mg/kg, aroma di pollo: 286 mg/kg

NOTE:

Non è un alimento completo, semplicemente uno snack, quindi le valutazioni nutrizionali sarebbero fuori luogo, anche se la composizione è veramente di bassa lega. Il prodotto è ricco di appetizzanti. Viene dichiarata un’azione antitartaro, ma la stessa funzione può essere assolta da un osso polposo, che di certo non costa 16€/kg.

Le feci.. le deiezioni.. insomma: la cacca!

I nostri cani non parlano, per lo meno la nostra lingua (anche se la capiscono abbastanza bene quando vogliono), quindi le loro deiezioni sono un importante indice da tenere d’occhio, ma lontano dal naso, del loro stato di salute.

Tramite l’analisi delle loro deiezioni si possono individuare, ad esempio, eventuali parassitosi intestinali (le più comuni sono coccidi,
tenie e ascaridi) o intuire patologie importanti, ad esempio in presenza di sangue, soprattutto scuro e quindi digerito, ma questo sito è focalizzato sull’alimentazione e ci interessa correlare l’alimentazione industriale con la relativa… cacca!

Troppi mangimi in commercio, soprattutto quelli di scarsa qualità, sono imbottiti di ingredienti indigeribili per il cane, i quali inevitabilmente saranno espulsi dall’organismo anziché essere assimilati. Ne consegue che frequenza e quantità delle deiezioni sono strettamente legate alla qualità del cibo che somministriamo ai nostri cani.

Un cane normalmente dovrebbe evacuare una o due volte al giorno; evacuazioni più frequenti potrebbero indicare, in assenza di patologie specifiche, nel migliore dei casi un eccesso di ingredienti di scarto nella composizione del cibo, o nel peggiore un malassorbimento degli ingredienti principali.

L’apparato digerente canino è biologicamente adatto ad elaborare ed assorbire proteine animali nobili, alcune verdure (preferibilmente
predigerite) e alcuni tipi di frutta. Trae l’apporto vitaminico necessario da alcuni organi interni delle sue prede e l’apporto minerale dalle ossa, dalle cartilagini e dai vegetali ingeriti dalle sue prede. Nei millenni il cane ha anche acquisito la capacità di trasformare in energia utile da carboidrati parte dei cereali che assume, ma anche i cereali hanno tantissimo materiale fibroso indigeribile. Non c’è quindi da stupirsi che evacuazioni troppo frequenti possano derivare da un’elevata concentrazione di cereali nel cibo.

Al contrario, la stitichezza potrebbe indicare una dieta povera di fibre o troppo ricca di minerali (ceneri gregge).

La quantità di feci ottimale, sempre in relazione ai croccantini, sarebbe quella minore possibile. Tanto più la composizione risulterà digeribile ed assimilabile dal cane, tanto minore sarà la quantità di feci prodotta. Quando è visibilmente chiaro che un cane evacui in quantità superiori al cibo che assume bisogna cominciare ad interrogarsi sulla qualità del cibo. Nei croccantini l’umidità (l’acqua) presente è pochissima, inferiore all’umidità delle feci; è pertanto chiaro che le feci risultino “gonfiate” dalla presenza d’acqua, ma in ogni caso evacuare più di quanto si mangia, pur considerando l’acqua, dovrebbe far accendere un campanello di allarme circa gli ingredienti presenti nel cibo.

Infine, sempre in assenza di patologie specifiche, le feci non devono mai essere né troppo dure né troppo molli o acquose. Feci troppo dure potrebbero rappresentare, sempre parlando di croccantini, una eccessiva presenza di minerali e fibre, feci troppo molli potrebbero rappresentare una scarsa qualità delle proteine. La digestione delle proteine richiede infatti acqua, e se la loro digestione è particolarmente difficile o impossibile (vedasi proteine di scarti animali o proteine vegetali), l’apparato digerente continuerà a farne uso fino agli ultimi tratti dell’intestino, portando inevitabilmente a diarrea o feci molli.

Riportiamo di seguito la Bristol Stool Scale, una rappresentazione grafica di come possono essere le feci. Nello schema, la perfezione è rappresentata dal tipo 4, quello centrale; dal tipo 3 al tipo 5 siamo nella normalità, i tipi 2 e 6 sono un campanello di allarme, mentre in presenza di tipi 1 o 7 bisogna intervenire.

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Soia: da evitare

Molte aziende mangimistiche, anche di gran fama, utilizzano la soia tra gli ingredienti principali dei loro preparati per cani e la usano perché è un vegetale con buon apporto proteico che innalza il valore percentuale di proteine sull’etichetta del sacco di croccantini, e purtroppo questo su specchio per le allodole posano lo sguardo in molti.

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Sulle etichette dei mangimi viene esposta la percentuale totale di proteine, ma queste non vengono classificate, non viene indicato se queste proteine siano nobili o meno, quanto siano biodisponibili per i nostri amici a quattro zampe e neanche la natura di queste proteine.

I cani appartengono all’ordine dei carnivori, la loro alimentazione dovrebbe essere composta per almeno il 70% di cibo di natura animale (carni, organi, ossa) ed il resto di natura vegetale (frutta e verdura). Ne consegue che un apporto proteico sano ed adatto alla loro biologia deriva dalle carni e non dai vegetali, soprattutto perché, al contrario degli erbivori, il suo apparato digerente non è in grado di metabolizzare le proteine di origine vegetale, rendendole di fatto inutili nella loro dieta. I vegetali, nella dieta canina, servono per l’apporto di fibre, alcune vitamine e minerali, non per le proteine.

Altro motivo per il quale viene utilizzata la soia è che rappresenta un ottimo riempitivo a basso costo, ossia rende sazio il cane pur avendo un costo nettamente inferiore ai prodotti di origine animale, esattamente come avviene per i cereali che, come la soia, non sono parte delle alimentazioni dei canidi.

Queste considerazioni sarebbero già sufficienti per scegliere dei croccantini privi di soia, ma purtroppo non è tutto; la soia non è solo inutile, è anche dannosa per i nostri cani.

Come pubblicato dalla compagnìa accademica Elsevier nel giugno 2014, uno studio effettuato in Norvegia ha dimostrato altissimi livelli di pesticidi nella soia prodotta negli Stati Uniti, patria delle maggiori case mangimistiche mondiali.

La soia contiene grandi quantitativi di tossine e antinutrienti (goitrogeni) che possono provocare problemi a livello gastrico, riduce l’assorbimento di proteine e porta ad una cronica deficienza nell’apporto di aminoacidi essenziali. I suoi germogli inoltre contengono emoagglutinina, una sostanza che coagula il sangue facendo tendere all’ammasso i globuli rossi.

La soia, oltre a contenere inibitori della tripsina che vanno ad ostacolare la digestione delle proteine e sono dannose per i cani in accrescimento, interferisce anche con la produzione degli ormoni T3 e T4 da parte della tiroide, impedendo le normali funzioni di questa ghiandola e portando i cani all’ipotiroidismo.

Uno studio del 2004 reperibile su PubMed dimostra altissime concentrazioni di fitoestrogeni in 24 mangimi per cani contenenti soia e quest’eccesso porta a problemi metabolici e ormonali nel cane.

Nella produzione dei croccantini le materie prime vengono lavorate ad altissime temperature, alle quali la soia produce composti tossici quali la lisinoalanina o cancerogeni come le nitrosammine.

I problemi più spesso riscontrati da cani che assumono grandi quantità di soia attraverso i croccantini possono essere leggeri come stress gastrico, dolorabilità addominale e produzione di gas, ma anche molto pericolosi come epilessia e convulsioni a causa dei danni cerebrali generati dalle grandi quantità di manganese e alluminio contenute nei germogli di soia.

Prime Statistiche: 50 recensioni

Avendo raggiunto le 50 recensioni, Ti Presento i Croccantini ha deciso di tirare una linea e analizzare i dati raccolti finora.

Purtroppo la media voto è bassa: 4,39. La media dei croccantini recensiti finora è dunque pesantemente insufficiente.

La suddivisione delle categorie di voto ci indica che solo il 30% dei prodotti recensiti è sopra la sufficienza e che c’è una grossa forbice tra i prodotti buoni e quelli non buoni.

Prime Statistiche

L’alimentazione dei nostri cani è alla base della loro salute e della loro felicità e dovremmo sempre cercare di fornirgli una dieta quanto più possibile vicina alla loro alimentazione naturale, ossia almeno il 70% di carni ed il resto di origine vegetale, niente cereali e niente additivi chimici.

Spiccano finora cibi di qualità dei produttori Orijen, Nutram e Cotecnica, mentre affossano la media voto cibi terribili di produttori molto popolari quali Royal Canin, Purina e Belcando, dai quali ci aspettiamo di poter recensire alimenti di una qualità degna della loro fama.

Ringraziamo gli utenti per le loro richieste di recensioni; se volete conoscere cosa pensiamo del cibo che somministrate ai vostri cani, chiedeteci una recensione scrivendo a tipresentoicroccantini@gmail.com o usando il form nella sezione contatti del sito.

Cibi dietetici light: cosa contengono?

Molti cani domestici arrivano ad essere in sovrappeso, o addirittura obesi, spesso dopo la sterilizzazione, ma sempre per colpa degli stravizi e dell’incoscienza dei loro proprietari.
Arriva poi il momento in cui si deve ricorrere ad una visita veterinaria, magari per qualche disturbo o per qualcosa di non correlato al problema alimentare, ed il medico metterà a dieta il cane, quasi sempre consigliando dei croccantini dietetici.

Prendiamo in esame il cibo dietetico più consigliato dai veterinari e indichiamone gli ingredienti, senza specificare la casa produttrice:

“farina di carni bianche, frumento, lignocellulosa, glutine di mais, fettine di barbabietola disidratate, glutine di frumento, proteine di origine animale (idrolizzato), grasso animale, minerali, semi e tegumenti di Psyllium, olio di pesce, idrolizzato di crostacei (ricco di glucosammina), estratto di fiori di Tagetes (ricco di luteina), idrolizzato di cartilagine (ricco di condroitina).”

Questa tabella degli ingredienti è sovrapponibile o molto simile a tutti gli altri cibi dietetici “light” per cani che troviamo sul mercato.

Con questi cibi il cane sviluppa un appetito maggiore rispetto al “normale” cibo industriale e non c’è da stupirsi visto che uno dei primi ingredienti è la cellulosa lignea: <<…legno/albero, forma le pareti cellulari delle piante legnose…>> quindi non sono nient’altro che un concentrato di fibre grezze del legno, segatura; di conseguenza è normale che il cane abbia fame subito dopo.

Un’altro ingrediente sono le proteine del pollame o le farine di pollame (o comunque di carni bianche). La differenza tra le proteine di pollame e le proteine di carne di pollo è che le prime contengono scarti dei volatili come piume, becchi e creste. Un cane in sovrappeso ha bisogno di proteine nobili, se vengono a mancare si sviluppano a lungo andare problemi epatici e renali.

Di seguito troviamo il frumento o il glutine di frumento che apporta proteine vegetali, cosa che i cani riescono ad utilizzare solo in misura ridotta.

Spesso troviamo la tapioca che è un amido dal sapore neutro che impedisce alle parti del prodotto di scomporsi dopo il raffreddamento.

I tipi di cibo light, quindi, contengono essenzialmente “materie riempitive” scadenti che, essendo pesanti da digerire, rappresentano un sovraccarico per l’apparato digestivo; questo è anche il motivo per cui i cani dopo aver seguito questo tipo di dieta, sviluppano un’importante allergia cutanea o intestinale.

Ricordiamo che con una corretta dieta dimagrante il cane deve perdere mensilmente al massimo l’1 o il 2% del peso corporeo con l’assunzione di proteine nobili e riducendo i carboidrati al minimo; gli attacchi di fame possono essere contrastati, anche, con delle ossa polpose da rosicchiare.

Mais: da evitare

Il mais è un cereale molto utilizzato nell’industria mangimistica fondamentalmente perché ha un prezzo ridotto, ha un elevato valore energetico (365kCal ogni 100g) derivato dall’enorme quantità di carboidrati (oltre il 75%), un buon apporto proteico (9,2%) e un’alta concentrazione di fibre (20%).

Queste che sembrano ottime proprietà, in realtà non sono compatibili con l’alimentazione canina. Le proteine non nobili contenute nel mais non sono assimilabili dal cane, ma vanno ad aumentare la percentuale di proteine presenti nella composizione indicata sulle etichette del sacco di croccantini. Le molte fibre di cui si compone sono indigeribili (tanto per i cani quanto per gli umani, solo gli erbivori con il loro complesso apparato digerente riescono ad assimilarne i nutrienti) e non faranno altro che aumentare la quantità di feci al momento dell’evacuazione. I carboidrati poi, che non sono assolutamente necessari nella dieta di un canidae (tanto che nessun canidae selvatico se ne nutre), rendono un apporto energetico che farà stare il cane perennemente su di giri, dando l’impressione al padrone di un cane in ottima salute perché molto vispo e vivace, tanto che in alcuni casi si ricorre all’intervento di veterinari comportamentalisti, soprattutto nel nuovo mondo, che diagnosticheranno un cane iperattivo e prescriveranno calmanti, ignorando totalmente il fattore alimentare.

L’aspetto più negativo della presenza di mais nei croccantini per cani è legato però a tematiche ancor più importanti. Diversi studi scientifici negli ultimi anni hanno evidenziato la relazione tra la presenza di  mais nei mangimi e l’insorgenza di tumori. Lo studio che ha maggiormente destato scalpore (per le marche dei cibi analizzati) risale al 2013 ed è stato commissionato dal Consumer Council of Hong Kong (l’Associazione dei Consumatori di Hong Kong).

I risultati sono stati uno shock per molti proprietari di animali domestici. Tre popolari produttori di alimenti degli Stati Uniti, Purina, Hill’s e AvoDerm, avevano tutti gli alimenti che sono stati trovati a contenere aflatossina B1.

Le aflatossine sono micotossine (sostanze chimiche tossiche prodotte dai funghi) che proliferano nelle muffe che vengono a crearsi sul mais a causa delle povere condizioni di crescita e delle scadenti condizioni di stoccaggio.  Purtroppo queste tossine resistono a temperature ben più alte rispetto a quelle utilizzate nel processo di cottura e estrusione dei croccantini e, ancor peggio, sviluppano un potentissimo agente cancerogeno.

La società per la salute e la nutrizione animale Alltech ha analizzato 965 campioni di alimenti per animali domestici e ha riscontrato che il 98% di loro è stato contaminato da uno o più micotossine, mentre il 93% conteneva due o più micotossine.

Cani che mangiano da 0,5 a 1 mg aflatossina per kg di peso corporeo possono morire in pochi giorni. Piccole quantità di aflatossine, come quelle che si trovano nella maggior parte dei campioni di alimenti per animali, possono provocare sintomi tra cui la perdita di peso, letargia, ittero, danni permanenti al fegato, tumori e anche la morte. La poca informazione in questo senso non induce però i veterinari, a cui vengono portati in cura animali domestici con questi problemi, a pensare al problema rappresentato dalle aflatossine.

Le aflatossine si legano con il DNA e causano mutazioni delle cellule. Newberne e Wogan nel 1968 sono stati in grado di produrre tumori maligni nei ratti con meno di 1 mg di aflatossina per kg di mangime.

Trevor Smith, ricercatore che lavora sulle micotossine presso l’Università di Guelph, dice: “Un cambiamento di ingredienti negli alimenti per animali domestici è necessario. Dobbiamo spostare l’attenzione da batteri, deterioramento o contaminazioni, come abbiamo fatto in passato, e concentrarci pienamente sulla rimozione di queste micotossine“.

Di tutta risposta al crescente numero di studi che dimostrano insalubrità e proprietà cancerogene del mais nei mangimi animali, una delle più grandi aziende mangimistiche del mondo, Purina, ha confermato il problema in una dichiarazione al South China Morning Post, ma ha anche dichiarato che “le aflatossine cancerogene sono state un contaminante naturale inevitabile”.

Inevitabile per chi? Per tutte quelle aziende mangimistiche per cui è più importante il profitto rispetto alla salute degli animali domestici e che pertanto continuano ad usare mais nei mangimi? O per i consumatori per cui il risparmio economico è prioritario rispetto alla salute dei propri animali? Non è un caso che i mangimi migliori, più sani e più cari non contengano mais, ma siamo sicuri di risparmiare davvero comprando mangimi a base di mais per i nostri cani? Quanti soldi spenderemo a lungo andare in visite e accertamenti veterinari per problemi epatici o neoplasici?

I mangimi per cani hanno molti problemi, ma questo è uno dei più importanti e va risolto subito evitando di comprare prodotti che contengano mais in ogni sua forma.

Le farine animali

Perché è preferibile dirottare la nostra scelta su croccantini a base di carne fresca anziché di farine animali?

Ci viene in aiuto nella risposta a questa domanda la veterinaria Jutta Ziegler in un frammento del suo libro “Il Libro Nero dei Veterinari”.

Le materie prime della categoria 3 sono: parti di carcasse da macello che in realtà sono commestibili ma che per motivi commerciali, non sono destinati al consumo umano. Vi rientrano ossa, cotenne, grassi e altro, oltre a parti non accettate come commestibili anche se non è dimostrato che possano trasmettere malattie. Infine rientrano in questa categoria anche pelli, corna, zoccoli, peli, pellicce, setole di maiale, piume e gusci d’uovo. 

Sono dalle merci della categoria 3 che le industrie producono cibo peri nostri animali domestici: il materiale è per legge da ritirare immediatamente e da bruciare o da utilizzare come materia prima in un’industria mangimistica autorizzata.

 

Di per sé non c’è niente di male se per i mangimi si utilizzano gli scarti di macelleria se questo però avviene in maniera industriale allora in genere questi scarti iniziano già a marcire durante il lungo trasporto in container non refrigerati.

 

Queste materie nella lavorazione vengono poi riscaldate a elevate temperature, triturate e sterilizzate per poter essere utilizzate almeno come “farina animale” nei mangimi. Vengono poi elaborati in estrudati.

 

Negli estrudati ci sono: la farina animale, cereali e amido, il tutto viene poi gelatinizzato.

 

Con l’ausilio di diversi additivi e con l’aggiunta di umidità, questa mistura viene pressata in una matrice (una lastra di metallo forata) a forte pressione (fino a 60 bar) e a elevata temperatura (180 gradi); si ottiene cosi l’estrudato.

Durante questo processo quasi tutte le sostante nutritive, proteine, enzimi e vitamine che avrebbero potuto trovarsi ancora nelle “materie prime” sono distrutte. Per compensare questo deficit si aggiungono di seguito additivi sintetici. Infine su questi pezzi finiti si spruzzano olii e grassi animali per intensificare la sapidità.

Sai cosa mangia il tuo cane?

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