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Report per aprire gli occhi

Come avevamo anticipato, la puntata di Report andata in onda ieri sera su RaiTre ha lanciato diversi allarmi che Ti Presento I Croccantini si impegna a far suonare sin dall’inizio.

Percentuali di carni ridicole, carni di pessima qualità, ingredienti scadenti e non adatti, cotture a temperature e pressioni che generano tossine, tutti i problemi derivanti dall’assunzione smodata di cereali, rapporto ingredienti-prezzo, la correlazione mais-aflatossine-tumori, l’insensatezza dei cibi specifici per razze o dietetici e tanti altri argomenti su cui abbiamo basato le nostre recensioni hanno trovato riscontro durante la puntata grazie alle interviste a professionisti competenti del settore.

Come abbiamo avuto più volte modo di ripetere, tanto pubblicamente quanto in privato, le diete naturali sono la scelta migliore in quanto ad alimentazione canina, ma se proprio si sceglie di continuare ad usare l’alimentazione industriale, che si scelgano prodotti di buona qualità.

Riproponiamo la puntata di ieri dal sito Rai, per quanti non avessero avuto modo di guardarla ieri in TV.

Mais: da evitare

Il mais è un cereale molto utilizzato nell’industria mangimistica fondamentalmente perché ha un prezzo ridotto, ha un elevato valore energetico (365kCal ogni 100g) derivato dall’enorme quantità di carboidrati (oltre il 75%), un buon apporto proteico (9,2%) e un’alta concentrazione di fibre (20%).

Queste che sembrano ottime proprietà, in realtà non sono compatibili con l’alimentazione canina. Le proteine non nobili contenute nel mais non sono assimilabili dal cane, ma vanno ad aumentare la percentuale di proteine presenti nella composizione indicata sulle etichette del sacco di croccantini. Le molte fibre di cui si compone sono indigeribili (tanto per i cani quanto per gli umani, solo gli erbivori con il loro complesso apparato digerente riescono ad assimilarne i nutrienti) e non faranno altro che aumentare la quantità di feci al momento dell’evacuazione. I carboidrati poi, che non sono assolutamente necessari nella dieta di un canidae (tanto che nessun canidae selvatico se ne nutre), rendono un apporto energetico che farà stare il cane perennemente su di giri, dando l’impressione al padrone di un cane in ottima salute perché molto vispo e vivace, tanto che in alcuni casi si ricorre all’intervento di veterinari comportamentalisti, soprattutto nel nuovo mondo, che diagnosticheranno un cane iperattivo e prescriveranno calmanti, ignorando totalmente il fattore alimentare.

L’aspetto più negativo della presenza di mais nei croccantini per cani è legato però a tematiche ancor più importanti. Diversi studi scientifici negli ultimi anni hanno evidenziato la relazione tra la presenza di  mais nei mangimi e l’insorgenza di tumori. Lo studio che ha maggiormente destato scalpore (per le marche dei cibi analizzati) risale al 2013 ed è stato commissionato dal Consumer Council of Hong Kong (l’Associazione dei Consumatori di Hong Kong).

I risultati sono stati uno shock per molti proprietari di animali domestici. Tre popolari produttori di alimenti degli Stati Uniti, Purina, Hill’s e AvoDerm, avevano tutti gli alimenti che sono stati trovati a contenere aflatossina B1.

Le aflatossine sono micotossine (sostanze chimiche tossiche prodotte dai funghi) che proliferano nelle muffe che vengono a crearsi sul mais a causa delle povere condizioni di crescita e delle scadenti condizioni di stoccaggio.  Purtroppo queste tossine resistono a temperature ben più alte rispetto a quelle utilizzate nel processo di cottura e estrusione dei croccantini e, ancor peggio, sviluppano un potentissimo agente cancerogeno.

La società per la salute e la nutrizione animale Alltech ha analizzato 965 campioni di alimenti per animali domestici e ha riscontrato che il 98% di loro è stato contaminato da uno o più micotossine, mentre il 93% conteneva due o più micotossine.

Cani che mangiano da 0,5 a 1 mg aflatossina per kg di peso corporeo possono morire in pochi giorni. Piccole quantità di aflatossine, come quelle che si trovano nella maggior parte dei campioni di alimenti per animali, possono provocare sintomi tra cui la perdita di peso, letargia, ittero, danni permanenti al fegato, tumori e anche la morte. La poca informazione in questo senso non induce però i veterinari, a cui vengono portati in cura animali domestici con questi problemi, a pensare al problema rappresentato dalle aflatossine.

Le aflatossine si legano con il DNA e causano mutazioni delle cellule. Newberne e Wogan nel 1968 sono stati in grado di produrre tumori maligni nei ratti con meno di 1 mg di aflatossina per kg di mangime.

Trevor Smith, ricercatore che lavora sulle micotossine presso l’Università di Guelph, dice: “Un cambiamento di ingredienti negli alimenti per animali domestici è necessario. Dobbiamo spostare l’attenzione da batteri, deterioramento o contaminazioni, come abbiamo fatto in passato, e concentrarci pienamente sulla rimozione di queste micotossine“.

Di tutta risposta al crescente numero di studi che dimostrano insalubrità e proprietà cancerogene del mais nei mangimi animali, una delle più grandi aziende mangimistiche del mondo, Purina, ha confermato il problema in una dichiarazione al South China Morning Post, ma ha anche dichiarato che “le aflatossine cancerogene sono state un contaminante naturale inevitabile”.

Inevitabile per chi? Per tutte quelle aziende mangimistiche per cui è più importante il profitto rispetto alla salute degli animali domestici e che pertanto continuano ad usare mais nei mangimi? O per i consumatori per cui il risparmio economico è prioritario rispetto alla salute dei propri animali? Non è un caso che i mangimi migliori, più sani e più cari non contengano mais, ma siamo sicuri di risparmiare davvero comprando mangimi a base di mais per i nostri cani? Quanti soldi spenderemo a lungo andare in visite e accertamenti veterinari per problemi epatici o neoplasici?

I mangimi per cani hanno molti problemi, ma questo è uno dei più importanti e va risolto subito evitando di comprare prodotti che contengano mais in ogni sua forma.